Libro è stato pubblicato
New Atlanteans (Canada)

ISBN: 978-1-897510-65-0

© Antonov V.V., 2010


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Come realizzare l’Amore verso Dio?
(lezione)

Il nostro amore verso Dio deve portarci oltre il raggiungimento del paradiso, verso l’altissimo livello spirituale, verso l’Unione con il Creatore nel Suo eone superiore. Proprio questo Lui sta aspettando da noi. Perché in questo è la Sua Evoluzione, la Sua Vita! E se noi Lo amiamo veramente allora dobbiamo realizzare tutto ciò! Tutto questo è per Lui, non per noi stessi!

Sarebbe perfetto innamorarsi realmente di Lui a tale livello che sentiremmo la Sua mancanza e non potremmo trovare la pace sulla Terra senza di Lui!

L’amore verso il Creatore deve essere simile all’amore passionale verso un uomo! Si sottintende anche l’aspirazione verso la reale Unione, Unione delle consapevolezze, che somiglia all’unione di due anime umane che ardono con l’amore l’una verso l’altra.

Per innamorarsi così di Dio è necessario sapere di Lui più possibile.

E allora Lui potrà essere realmente sperimentato e non soltanto con la mente!

Lui diventa visibile soltanto per coloro che si avvicinano a Lui per il loro stato dell’anima.

Dio è Amore. Soltanto colui che diventa grande, forte e raffinato Amore può in questo modo percepire Dio. L’Unione con Lui diventa la pratica di tutta la sua vita e non soltanto parole vuote.

… Coloro che hanno raggiunto l’Unione con il Creatore diventano per sempre le Sue Parti inseparabili.

Ma per necessità, per esempio per compiere le Loro Missioni sulla Terra o sui altri pianeti, Loro possono di nuovo diventare Parte di Se, continuando ad essere uniti con Lui.

Gesù ha descritto questa situazione con i simboli della vite dell’uva (Giovanni 15): dal “Suolo” (Consapevolezza del Dio-Padre Universale) si sporge il “Tronco”, Consapevolezza del Maestro Divino, Che con le Proprie Mani-Rami sostiene tantissime anime incarnate che contano sul Suo aiuto.

Proprio in questo modo Si manifestano i Maestri Divini per la gente incarnata. Possono avere anche corpi materiali (essere incarnati) o non averli.

E anche avendo il corpo materiale hanno la capacità di partecipare nello stesso momento, in qualunque parte del mondo, con le Parti di Se-Consapevolezze. Perché Loro (come Consapevolezze) hanno la grandezza che supera quella del nostro pianeta; nei corpi sono presenti soltanto piccole parti di Loro.

* * *

Vorrei formulare, ancora una volta, per coloro che ancora non hanno capito fino in fondo la differenza fra gli “dei” dei pagani e le Manifestazioni personali di Dio-Padre. La confusione nel capire la risposta a questa domanda si basa sulla mancanza di idee giuste riguardo la pluridimensionalità dello spazio della gente religiosa.

Il criterio è tale: la Parte di Dio-Padre può essere soltanto Quello Che si trova nell’Unione con Lui nel superiore, unico per tutto l’universo infinito eone primordiale.

Gli “dei” dei pagani sono i personaggi inventati del folclore popolare e gli spiriti reali che appartengono al livello inferiore dell’avanzamento dell’evoluzione.

Dio negli aspetti del Creatore, del Maestro Supremo e della Meta per tutti noi è proprio Uno benché sia composto dalla numerosa quantità delle Consapevolezze Perfette Che sono sciolte Una nell’Altra. Loro sono unite perché tutte si trovano nella Dimora della Consapevolezza Primordiale e si mettono in azione sugli “isolotti” della Creazione uscendo da essa.

È tutto chiaro adesso?

Allora non rimane altro che penetrare e stabilirsi nell’Unione con il Creatore.

* * *

La cosa più importante per iniziare questo Percorso diventa la realizzazione delle funzionalità del cuore spirituale (le energie del chakra anahata, del dan-tian centrale). Questa struttura energetica dell’organismo è in realtà un organo che produce le emozioni dell’amore.

Pochissime persone hanno il cuore spirituale sviluppato dalla nascita (dall’incarnazione precedente).

Le donne raggiungono lo sviluppo delle funzionalità di quest’organo abbastanza facilmente tramite l’armonia della vita matrimoniale, perché l’organismo femminile ha gli ormoni adatti. La possibilità di perfezionare il proprio amore tramite la cura verso i bambini e altri membri della famiglia permette alle loro anime, incarnate nei corpi femminili, di avere un vantaggio davanti ai “forti” uomini (nelle loro grossolanità e prepotenza).

Per la maggior parte della gente l’unica possibilità per trasformare se stesso in modo radicale rimane la pratica delle tecniche psichiche speciali che sono state elaborate nelle scuole spirituali dell’induismo, del buddismo, del cristianesimo, del taoismo, dell’islam, e anche delle altre tradizioni religiose.

… Dio è Amore. Lui Stesso afferma questo. Anche quelli che Lo hanno sperimentato possono affermare la stessa cosa.

Anche noi per diventare simili a Lui dobbiamo imparare ad essere Amore nel senso di questa parola.

Come all’inizio dobbiamo abituarci a vivere in modo stabile concentrando la coscienza nel nostro chakra anahata.

La coscienza entra nello stato dell’amore.

In seguito, tramite gli esercizi meditativi, dobbiamo diffonderci gradualmente senza uscire da questo stato per diventare più grande dei nostri corpi, e dopo abbracciamo con il nostro cuore spirituale tutta la Terra e alla fine con noi-Amore abbracciamo Dio…

In questo modo noi diventeremo i cuori spirituali universali e ci riuniremo all’Oceano del Creatore dell’Universo.

Per realizzare realmente questo semplice schema bisogna fare tantissimo. Il problema è uno solo, che Lui non Si fa avvicinare da quelli che non sono degni.

Adesso parleremo come realizzare tutto questo dall’inizio per aiutare tutti a diventare degni della completa Autorealizzazione spirituale già in questa vita terrena.

* * *

Il lavoro spirituale deve essere cominciato dallo studio del concetto del Percorso e l’accettazione di esso. Dopo l’iniziale trasformazione etica di se stessi. Dopo di che il Percorso spirituale e l’avanzamento su esso.

La parola spiritualità deriva dalla frase detta da Gesù Cristo: Dio è lo Spirito. Con le altre parole spiritualità significa somigliare a Dio-Spirito. Il Percorso spirituale è il Percorso della trasformazione graduale di se in Lui. Essa si realizza tramite il cambiamento qualitativo e la crescita prima di tutto del cuore spirituale. Per crescita spirituale si sottintende la crescita di se come cuore spirituale.

Abbiamo già raccontato in precedenza come diventare cuore spirituale e come trasformarci. Vorrei far notare soltanto che il criterio del primo successo sarà la capacità di osservare il mondo con gli occhi dell’anima direttamente dalla gabbia toracica (nel senso diretto della parola!).

Quando noi cominciamo a percepire noi stessi come coscienze libere e non come corpi allora cominceremo ad avere la vista dell’anima, quella che usano coloro che hanno già lasciato i corpi materiali e sono diventati, come diciamo noi, spiriti.

La stessa vista la usa anche Dio per vedere quello che succede nella Sua Creazione con tutti noi.

Si può anche dire che il Creatore è Il Cuore di Dio, Dio nell’aspetto dell’Assoluto.

Ecco perché per sperimentarLo e unirsi a Lui è necessario diventare il perfetto cuore spirituale.

* * *

Una delle grandi spirituali fonti letterarie, Bhagavad Gita, ha una reticenza che ha provocato tantissimi errori negli sforzi di quelle persone che cercavano senza successo di raggiungere il Perfezionamento senza amore, non tramite l’amore.

Proprio nel discorso con Arjuna, Krishna indicando con il gesto la propria gabbia toracica diceva che è qui nel mezzo di queste “sopracciglia” (questo era lo scherzo: Lui indicava i peli sul Proprio petto maschile), bisogna aprire l’uscita dell’Energia Atmica…

Ma il Suo gesto non è stato descritto nella Bhagavad Gita e perciò lo scherzo non è stato capito dai lettori, e tantissima gente cominciò a cercare di “aprire il terzo occhio”, occhio dell’anima, non dal cuore spirituale, ma da uno dei più grossolani chakra, il chakra ajna.

I risultati erano sempre corrispondenti: la coscienza diventava più grossolana e, a volte, si verificavano lo stress e la perdita della salute. ( Qualche volta si manifestava la capacità di vedere i colori che corrispondevano agli stati emozionali degli altri; ma purtroppo questo non serviva a niente sul Percorso spirituale e “rafforzava” tale tradizione sbagliata).

Con altre parole il “terzo occhio” (trikuttu) bisogna aprirlo, non nel mezzo della fronte, ma nel mezzo del proprio petto.

Se adesso voi non mi credete potete chiedere direttamente a Krishna, come l’ho fatto io. Ma prima voi dovete avvicinarvi al Suo stato ed imparare a vederLo come Consapevolezza Divina, trasformandovi nel cuore spirituale sviluppato. (Diversamente voi sentirete qualunque cosa da qualcuno che chiamerà se stesso con il nome Krishna).